ACCOZZAGLIA BIPARTISAN (di G. La Grassa)
Cirino Pomicino (che ha un solo piede dentro il centro-destra),
assieme ad altri deputati (mi piacerebbe saperne il nome, il numero
e l’appartenenza), ha presentato un’interrogazione a Mastella,
Bersani, Padoa-Schioppa. In essa si chiede se è vero che “dopo
il preannunciato riassetto del gruppo, deciso l’11 settembre [quello
che ha fatto incazzare Prodi e che contravveniva alle indicazioni del
piano “artigianale” presentato dall’oggi dimissionario
Rovati; ndr], le maggiori banche abbiano comunicato a Tronchetti che
non avrebbero più sostenuto l’indebitamento del gruppo”;
se è vero che “la Goldman Sachs abbia approntato uno schema
di soluzione del riassetto” [quello che appunto ha presentato
Rovati a Tronchetti e che proveniva dal duo Costamagna-Tononi, comunque
uomini legati alla Goldman; ndr]; se è vero che “il sottosegretario
Tononi è ancora dipendente della Goldman Sachs” [sarebbe
veramente interessante saperlo, ma ancora più importante è
sapere che lo è stato almeno fino a quando non è passato
al Governo; esattamente come il vicepresidente della Sachs Draghi, consulente
del Bilbao nella scalata alla BNL in contrasto con Unipol-Consorte,
dimessosi da tale carica solo per assumere quella di Governatore della
Banca d’Italia; ndr]; se è vero che “Tronchetti è
indagato dalla Procura di Milano per le intercettazioni illegali”.
A parte l’ultima domanda dell’interrogazione parlamentare
– su di un tema che non ho mai affrontato per risparmiare un po’
i lettori – tutte le altre toccano questioni che sono state oggetto
di miei interventi in questi ultimi tempi; e credo di avere espresso,
in larga parte, le stesse “preoccupazioni” che si evincono
con chiarezza dal tono delle domande poste nell’interrogazione
in oggetto. La “cosa strana” è che questa interrogazione
viene riportata dal “Giornale”, che tuona sulla faccenda
Telecom, in fondo alla settima pagina in un occhiello minuscolo, senza
grande evidenza. Che sia perché si tocca un santuario della finanza
americana, di cui l’amerikano Berlusca, e tutta FI (e altri del
centrodestra), sono tifosi sfegatati? O forse dipende da un’altra
faccenduola, appena accennata da …..lo ammetto non ricordo più
il giornale (forse “Milano Finanze”) dato il mio proverbiale
disordine. Comunque la riporto. Per l’acquisto di Tim, fra quelli
che sono in movimento c’è anche la Carlyle (presidente
della sezione italiana: Marco De Benedetti, “figlio d’arte”),
che cerca però altri partner; fra questi, con tanta discrezione
e “basso profilo”, sembra potrebbe (forse) esserci Mediaset.
Molta prudenza è d’obbligo; tuttavia, è bene stare
attenti alla “notiziola”; alle volte, “piccole cose”
ne spiegano di “grandi”.
In ogni modo, dopo pochi mesi di questo Governo, diciamo “incasinato”,
credo si possano trarre alcune conclusioni. In politica estera, può
sembrare che vi sia un miglioramento, uno schieramento meno nettamente
filoamericano (e filoisraeliano). Però, teniamo conto che la
destra è veramente stupida e non solo reazionaria; leggere “Il
Giornale” o “Libero” irrita terribilmente più
per la rozzezza e scarsa intelligenza che per l’atteggiamento
da reazionari a tutto tondo, che sembra però anche da operetta.
Leggere “Il Foglio” crea sommo fastidio non per mancanza
di intelligenza, ma perché sembra proprio pagato per dire delle
enormità quando si parla di USA, di Israele, della Chiesa, dell’Islam,
ecc. Tuttavia, a me pare manifesta anche la quasi eguale rozzezza di
pezzi del centro-sinistra quali radicali, Udeur, Rosa nel pugno, Rutelli
e parte importante della Margherita, ecc. In altri pezzi (prodiani,
Ds) c’è pura ipocrisia; si dice di ritirarsi dall’Irak
(ma gli italiani sono ancora lì), in Afghanistan invece bisogna
rimanere perché quella è “missione ONU e di pace”;
in Libano non parliamone, facciamo i primi della classe (secondo me
coprendoci di ridicolo, solo nascosto da mass media tutti schierati
per la menzogna e la disinformazione; e con quei “sornioni”
di “alleati” che ridono sotto i baffi, e intanto ci dicono:
“Vieni avanti, cretino”). Infine, ci sono i pezzi “radicali”
del centrosinistra, che recitano la buona lezione dell’antimperialismo
o, più diffusamente, del pacifismo ad oltranza (anch’esso
carattere ridicolo degli “italiani brava gente”, formula
ormai sputtanata da tempo); dopodiché, guai a chiedere loro un
po’ di coerenza, di rinunciare agli appannaggi del governo e sottogoverno,
di non pavoneggiarsi più con il titolo (e i ricchi emolumenti
e privilegi vari) di parlamentari. Tutti “idealisti”, alla
rincorsa di un posticino.
Se andiamo alla politica interna, il disastro è completo; si
cerca di mettere lavoratori autonomi contro dipendenti, di sollevare
ondate di antipatia verso i dipendenti pubblici scansafatiche. Ferrovie,
Poste, Alitalia, ecc. sono al lumicino, ma l’unica cosa che interessa
è lo spoil system, cioè mettere i propri “fedeli
esecutori” ai posti di comando, con dosaggio degli innumerevoli
partiti e correnti che compongono l’arlecchinata denominata centrosinistra.
Dell’occupazione della RAI è meglio non parlare; basta
osservare, e ascoltare, i TG. Speriamo in bene per ENI (Scaroni) e Finmeccanica
(Guarguaglini), ma se fossi in questi dirigenti non starei tanto tranquillo,
magari in tempi appena appena un po’ più lunghi. Dopo averci
imbrogliato per anni con i dati Istat sull’inflazione –
oggi nessuno mette in dubbio che c’è stata, e veramente
consistente – adesso stanno ricominciando il giochetto con la
“ripresa”; si aggiornano ogni settimana i tassi di crescita
al rialzo, mentre si parla di possibile recessione negli USA (unanimemente
riconosciuta locomotiva dell’economia mondiale), il secondo trimestre
del 2006 ha mostrato segni di raffreddamento della congiuntura in Germania;
e anche la famosa Cina, da quasi l’11% passerà a poco più
del 9 quest’anno, e si prevede ancora meno nel 2007.
E allora? Siamo alle solite, come per l’inflazione! Abbiamo politici
(e intellettuali e giornalisti quali loro manutengoli) che hanno la
sola specializzazione in menzogne e manipolazione. Vedrete quali dati
tireranno fuori per fine anno; ma la gente, come per l’inflazione
(il ridicolo 2% annuo “certificato” dall’Istat), dovrà
accorgersi per conto suo, e a sue spese, che sono “bufale”.
E vedrete che i destri non obietteranno nulla sui dati manipolati (così
come sono pieni di incensamenti verso Draghi, uomo proveniente dalla
finanza americana, a loro così cara); semplicemente sosterranno
che è ridicolo pensare che la ripresa – così come
la “lieta sorpresa” dell’aumentato gettito fiscale
– possa essere ascritta a merito di chi governa da tre mesi o
giù di lì (e in questo hanno ragione).
Io credo che quanto più durerà questo Governo, tanto più
ci troveremo “nella palta”, e in mezzo ad una corruzione
e marciume dai quali sarà difficile tirare fuori il collo. La
disgrazia è che pochi si rendono conto, a sinistra, di avere
scelto un Premier di particolare ottusità, per di più
arrogante e protervo (del resto, le persone intelligenti si mascherano
meglio a tal proposito). Il guaio peggiore è che è solo
la longa manus di potenti gruppi finanziari; guidati invero da persone
di grande intelligenza e capacità, ma interessati esclusivamente
all’ambito finanziario loro proprio, quindi poco utili allo sviluppo
industriale del paese, a quel “fare sistema”, che per la
verità Montezemolo ci risparmia da un po’ di tempo (forse
si è reso conto del ridicolo che gliene derivava in un sistema-paese
com’è attualmente il nostro, così s-governato e
senza classe dirigente economica adeguata).
Dunque, sarebbe un bene che Prodi se ne andasse presto. Ma chi verrà
al suo posto? Qui “casca l’asino”. A me sembra che
siano in atto – e, mi sbaglierò, con il non troppo discreto
appoggio della Presidenza della Repubblica – manovre per avviarsi
gradualmente e “dolcemente” verso una sorta di schieramento
bipartisan. Solo si preferirebbe farlo senza Berlusconi, perché
sarebbe un gioco troppo scoperto, e veramente da “gente”
cui interessa solo la spartizione del potere (nella sfera politica e
in quella della nostra miserabile intellettualità), senza alcun
riguardo per gli interessi della nostra “collettività”
nazionale, senza nessun rispetto per coloro che ancora insistono nell’andare
a votare questi manigoldi. Mi sembra che una delle punte dell’iceberg
di questo gioco sia l’attuale contorcimento della Udc; con Follini
e Tabacci in avanguardia, poi Casini, poi altri, tutti verso l’uscita
dal centrodestra, ma cercando di creare appunto “nuovi equilibri”
più centristi.
Tornando all’inizio, e per il momento chiudendo, questa potrebbe
essere una ulteriore motivazione del fatto che “Il Giornale”
(berlusconiano) abbia dato poca rilevanza all’interrogazione parlamentare
di Cirino Pomicino e altri. In fondo, quest’ultimo gioca in favore
del centrismo, anche se con più intelligenza e meno smanie di
altri; e questo centrismo vorrebbe riuscire a dare una “buona
uscita” a Berlusconi, per poter poi meglio tentare la sua via
bipartisan verso l’ulteriore turlupinatura (e magari bastonatura)
della maggioranza del popolo italiano: quegli strati medio-bassi sia
del lavoro autonomo che dipendente (salariato), che sarebbe meglio accantonassero
le loro reciproche antipatie per difendersi da una legnata di quelle…..
19 settembre