STRATEGIE PER LA FASE

 

In Primo Piano

EPOCA NUOVA: NECESSITA’ DI CAMBIARE

di Gianfranco La Grassa

1. Tutti sostengono che bisogna cambiare, ma sembra invece di vivere al rallentatore, quasi da fermo, quello che è invece un importante mutamento d’epoca. Fra al massimo vent’anni (e anche meno), nulla sarà più come prima; tuttavia, se continua così, sentiremo ancora i ragionamenti degli ultimi trent’anni (come minimo, e che non siano quelli degli ultimi sessanta). Per quanto mi sembrino piuttosto deficitari in fatto di cultura, gli ambienti che si continuano a definire “la destra” sono tuttavia i meno restii ad un certo mutamento, pur se fortemente ideologico e poco “reale” (per quante ambiguità abbia tale termine). More...

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E' tanto difficile da capire di G. La Grassa

 Chi può credere ad un Marx così tonto da non sapere che sono necessarie istituzioni ben organizzate per gestire le spese d’amministrazione generale, ciò che è destinato a soddisfare bisogni sociali, il fondo per gli inabili al lavoro, ecc.? E sono istituzioni che debbono essere messe in piedi e controllate dalla collettività, non da particolari gruppi di individui (sto parlando di controllo, non della gestione, che evidentemente deve essere affidata a certi gruppi di individui organizzati negli apparati di amministrazione generale). Si dà soltanto il caso – un fatto evidentemente sfuggito all’attenzione di studiosi che si dicono marxisti – che per Marx questo non è lo Stato. More...

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La politica come potenza in Weber di G. Duchini

La grande opera di Weber “Economia e Società” pubblicata nel 1922, poco dopo la sua morte, rappresenta la sintesi completa di un grande lavoro scientifico che abbraccia un lungo percorso storico che parte  dalle sue origini più antiche, per arrivare ad un periodo storico più recente, che va dalla seconda metà dell’Ottocento  ai primi anni Venti del Novecento, a ridosso della fine della prima Grande Guerra, vigilia dei grandi stravolgimenti sociali che portarono al fascismo ed al nazismo. More...

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Le feconde ambivalenze di Pasolini

di A. Berlendis

Il 2 novembre 1975 veniva brutalmente ucciso Pier Paolo Pasolini in circostanze  che congiunte azioni dei diversi apparati di Stato (polizia, servizi segreti, magistratura) hanno contribuito a far rimanere oscure.
 Le note che seguono non  sono né una ricostruzione filologica né un invito a (ri)lettura degli scritti di Pasolini, ma intendono sottolineare sotto quali condizioni si possa dare la capacità teorica  di cogliere  mutamenti profondi ed il loro segno, senza rimanere impigliati nelle evidenze immediate, cioè di disporre di uno sguardo analitico ed al contempo prospettico.More...

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Non lo stesso Stato, prego di G. La Grassa

Ci sono quelli che preconizzano una Bretton Woods numero due; e quelli che si rifanno alla Pace di Westfalia (1648, fine della guerra dei trent’anni). Cerchiamo di capire che cosa tutto questo significhi. Alla conferenza tenuta a Bretton Woods (cittadina statunitense) nel luglio del 1944 parteciparono, se non erro, 44 paesi dell’area capitalistica (fra cui tutti quelli più avanzati) che istituirono, fra l’altro, il FMI e quella che fu poi la Banca Mondiale; il trattato lì stilato fu poi ratificato nel 1946. Furono gettate le basi del nuovo ordine monetario “internazionale”; in realtà di quello del sistema capitalistico e dei paesi ad esso subordinati. Il dollaro divenne la moneta centrale (e di riserva), l’unica in teoria a poter ancora essere scambiata con l’oro (fino alla inconvertibilità decretata il 15 agosto 1971 dagli Usa sotto la presidenza Nixon). Quello di Bretton Woods non fu affatto un vero accordo, ma una netta subordinazione dell’intero ordine reggente il sistema capitalistico alla supremazia indiscussa degli Stati Uniti. Volere una Bretton Woods n. 2 significa battersi per ristabilire questa supremazia, per di più in tutto il mondo, essendosi dissolto il “campo socialista”. I liberisti sono i reali servi di questo progetto; e di essi ne abbiamo un fottio in questa Italia di leccapiedi; sia a destra sia a sinistra. More...

 

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