RIPENSARE MARX

ANTIEGEMONISMO E NUOVE PROSPETTIVE DI LOTTA CONTRO IL CAPITALISMO

CREDERE E OBBEDIRE (AGLI USA), COMBATTERE (PER I SIONISTI)! (di Gianfranco La Grassa)

L’altra sera in una mail avevo sostenuto che l’indignazione per l’ultimo massacro compiuto dagli israeliani in Libano – chissà perché le centinaia di eccidi già effettuati in questi ultimi anni non hanno mai sollevato eguali ondate di riprovazione – si sarebbe smussata nel giro di poche settimane e le “acque” sarebbero tornate stagnanti. Una vera sbornia di ottimismo: sono bastate 24 ore. Kofi Annan aveva affermato che si doveva votare una risoluzione di condanna di Israele; si è arrivati al “rincrescimento”. Il Governo inglese doveva spaccarsi; sono di nuovo tutti pappa e ciccia. Condoleeza aveva ottenuto (chi diceva “imposto”) 48 ore di tregua; il governo israeliano è caduto dalle nuvole e ha dichiarato che non se ne parla nemmeno visto che, secondo loro, sono vicini alla vittoria definitiva sugli Hezbollah per cui l’operazione di tipo nazista deve continuare.
A questo proposito vi è stata nel TG3 (ore 19) del 31 luglio una vera scena comica, in contrasto con la tragicità degli avvenimenti. Dopo che l’annunciatore aveva riferito della non tregua, della continuazione dei bombardamenti a tutto spiano, ecc., è comparso il nostro Ministro degli Esteri in una dichiarazione evidentemente registrata molte ore prima (se non la sera prima). Questo personaggio fatuo e vanesio, la cui supponenza viene scambiata dai fan di sinistra per intelligenza, ha con grande sussiego e prosopopea affermato che la tregua era un primo passo importante, uno spiraglio quasi decisivo; e, sia pure con forte ambiguità e in modo contorto, ha fatto quasi supporre che tale risultato (immaginario come si è visto) era stato raggiunto per merito della diplomazia italiana; e questo…., diciamo, signore ha terminato “volendo rassicurare il popolo italiano” che il nostro Governo (di Pulcinella) è al centro delle manovre per giungere ad una pace onorevole e duratura. Uno “sbrago” da non credere. Sono però sicuro che quasi nessuno dei “sinistri” si è accorto dell’evidente errore commesso nel montaggio del telegiornale, poiché si deve essere trattato di errore; altrimenti sarebbe stata tagliata quella dichiarazione onde risparmiare al nostro insigne Ministro una figura non proprio brillante.
Vi è stata oggi la dichiarazione della UE, su cui è inutile perdere tempo. Nel riportarne la notizia, alcune fonti hanno affermato che si sono verificati duri scontri, e che in definitiva Inghilterra e Germania hanno frenato assumendo posizioni non lontane da quelle Usa. Altre fonti hanno invece sostenuto che in fondo si è trovata una unità di intenti (verbali), vicina alla posizione francese. Questi buffoni non riescono nemmeno a concordare una versione comune circa lo svolgimento dei fatti. In realtà, ha ancora una volta prevalso il nulla, l’inconsistenza, il contorcimento (detto “diplomatico”), nel tentativo di nascondere la vera sostanza del problema: che si lascia Israele libera di fare il suo sporco lavoro, sperando poi di poter raccogliere l’adesione degli sconfitti, che dovrebbero buttarsi ai piedi degli occidentali come questuanti. La meschinità e l’imbecillità di tutte le forze politiche europee è sempre più manifesta, anche se a sinistra ci sono i coriacei che non vogliono vedere né sentire perché debbono “credere” e “obbedire” (a quando anche il “combattere”?).
In ogni modo, la vergogna che questi ipocriti di “occidentali” stanno accumulando, e il conseguente odio da parte di popoli soggetti a continui massacri, sono in crescita esponenziale. E si stanno bruciando molte forze intermedie. L’ONU raccoglie quel che ha seminato con la sua paralisi, inettitudine, servilismo verso gli Usa. I Governi arabi moderati sono costernati e sentono che anche per loro potrebbero avvicinarsi tempi grigi. Il Governo francese ha tentato di darsi un minimo di nuova carica, ma si è in definitiva spento con la rapidità di un fuoco d’artificio. Si continua con la “melina”, con l’indegna manfrina delle trattative di pace per disarmare gli Hezbollah, nel mentre si minaccia sempre più da vicino l’Iran con sanzioni del tutto ineffettuali, ma che servono da copertura per eventuali più energiche azioni da parte di chi ben si sa. E intanto si spera che Israele faccia presto a completare l’opera di ripulitura di certe zone della Palestina e del Libano. Con queste tattiche da quattro soldi non si otterrà – per fortuna – un bel nulla. I tempi maturano; lentamente ma maturano.
Bisogna senz’altro aspettarsi ancora delle sconfitte, e non di poco momento. Tuttavia, la corrente di fondo, di un decisivo mutamento d’epoca, è in marcia; e mi sembra francamente in netto irrobustimento. Non ci sarà nessuna pace; perché altrimenti sarebbe quella dei morti, trucidati dai reazionari più biechi. Mi “dispiace” per questi ultimi, ma non otterranno questa pace, malgrado la stupidità della sinistra, dei no global e del movimento dei movimenti e di tutte le cianfrusaglie che l’occidente “avanzato” si inventa per continuare a dominare. Le crepe ormai si vedono bene, e anche i dominanti sono sempre più ringhiosi e rissosi fra di loro, sintomo di una situazione di graduale, “epocale”, deterioramento delle loro riserve di potere e supremazia.

1 agosto

PS Sento dell’operazione a Fidel Castro. E constato che tutti gli sporcaccioni fanno già festa; speriamo che sbaglino i loro calcoli. In ogni caso, certamente, prima o poi il “fattaccio” avverrà; e sarà senza dubbio un ulteriore segno della fine di un’epoca decisamente superiore alla nostra; tragica ma grande, in cui gli oppressi hanno avuto forti momenti di riscossa. Adesso viviamo una sorta di “era di mezzo” dominata dai reazionari e dai rinnegati e traditori della passata grandezza; e, proprio per questo, si tratta di un’epoca di decadenza e di micidiale mediocrità. Prima o poi passerà, la storia non è finita. Non credo che ciò avverrà in tempi brevi; mi rammarico quindi, egoisticamente, del fatto che vivrò i miei ultimi anni nella decadenza, ma sono sicuro di intravedere i segni evidenti della corrente di fondo di cui ho poco più sopra parlato.