RIPENSARE MARX

ANTIEGEMONISMO E NUOVE PROSPETTIVE DI LOTTA CONTRO IL CAPITALISMO

"DISARMANTE" MISSIONE DI PACE (di G. La Grassa)

Ingrao ha inviato una lettera a Liberazione in cui esprime netto dissenso per il messaggio di Bertinotti a Castro. Sempre peggio, insomma. Si fa a gara a chi vuol superare l’altro nel tradire i propri ideali (viene da dubitare che siano mai esistiti). Non si pensi comunque che Ingrao sia invecchiato; è sempre stato così. Sarebbe ora che qualcuno dei suoi sodali di un tempo (e forse anche di adesso) raccontasse i suoi comportamenti all’epoca della fondazione della rivista La sinistra (1966 o 67) e dell’espulsione del gruppo de Il Manifesto nel 1969. Per nobilitare il suo opportunismo, era stato soprannominato “italo Amleto”, come un altro personaggio della storia d’Italia.

Ormai, in economia, siamo alla doccia scozzese. Ogni giorno la musica cambia. Un tempo, gli economisti (scemi) teorizzavano che il ciclo economico dipendeva dalle ondate di ottimismo e di pessimismo (del tutto inspiegate). Oggi, se così fosse, bisognerebbe teorizzare gli umori della giornata, a seconda dei dati che gli statistici diffondono. Ieri (proprio nel senso del 16 agosto), c’era ottimismo: Eurolandia superava in sviluppo (per un intero trimestre; sic!) gli USA e si riteneva che si stesse effettuando “la staffetta”; finora avevano trainato gli USA, adesso saremmo stati noi (in quanto europei) a “tirare la volata”. A questo poi si aggiungeva la constatazione dello sviluppo dell’area asiatica, con la Cina che sfiorerà nel 2006 il tasso dell’11%.
Oggi, quadro cambiato, quasi nero. Tonfo del mercato immobiliare negli USA, rallentamento netto di quell’economia che sta “sfiorando” la recessione, nel mentre i timori di inflazione – per cui si tiene alto il saggio di sconto – sembrano nettamente regrediti (per cui si pensa all’abbassamento di detto tasso). Anche la Cina è in rallentamento e le previsioni per il 2007 sono di un “semplice” 9% di sviluppo. E allora si “teme” che tutto questo avrà ripercussioni piuttosto negative sull’Europa con tanti saluti alla “staffetta”. D’altra parte, non era noto che la Germania dipende molto dall’esportazione negli USA, così come noi siamo molto sensibili all’eventuale calo delle esportazioni in Germania? Con questa “catena di S. Antonio”, si pensa davvero che l’Europa si metta a trainare l’economia mondiale se gli USA dovessero regredire? Se poi la Banca europea dovesse insistere nell’idea di arrivare entro fine anno, inizio del prossimo, al 3,5% del saggio di sconto (recentemente rialzato al 3), c’è chi paventa quell’esplodere della bolla immobiliare, finora evitato malgrado lo si preveda da almeno due anni.

De Gregorio – presidente della commissione Difesa del Senato, elemento moderato che, con i voti della destra, ha fregato il posto alla Menapace – dimostra di essere meno peggiore di certa sinistra. Rispondendo a domande giornalistiche circa la risoluzione ONU sul Libano ha risposto. “Parto dalla risoluzione che mi è stata proposta da Ranieri [DS] e Roberta Pinotti, presidenti delle commissioni Esteri e Difesa della Camera dei deputati”. Quindi si riferisce alla risoluzione che il Governo presenterà per l’approvazione alle Camere, non a quella delle Nazioni Unite. In questa risoluzione si rinvia però, chiedendone quindi l’approvazione (da sinistra), al paragrafo 8 di quella dell’ONU. Dice De Gregorio: “prendiamo questo paragrafo e scopriamo che compare la non trascurabile ipotesi di assistere le forze armate libanesi nel disarmo di tutti i gruppi armati in Libano”; quindi “se le forze armate libanesi ce lo chiedono – e ce lo chiederanno – dovremmo disarmare gli Hezbollah; secondo me deve essere sancita la nostra non partecipazione a questo disarmo….sulla questione ho consultato il presidente Dini che è assolutamente d’accordo con me; e chiederemo al Governo di emendare la risoluzione che è stata sottoposta” [non quella ONU, ma del centrosinistra per l’approvazione delle Camere]; e prosegue: “le regole di ingaggio dell’ONU saranno abbastanza ampie, ci daranno al possibilità di offendere se offesi e dunque di tutelarci dal pericolo……però sarebbe bene che il Governo si facesse riferire dal comitato tecnico delle Nazioni Unite quali sono queste regole [si inviano in fretta i soldati senza ancora saperle bene, questo si evince dalle parole di De Gregorio]…..soprattutto bisogna che ci sia un passaggio chiaro sulla nostra non partecipazione al disarmo degli Hezbollah, altrimenti finiamo in una trappola mortale [il Governo presenta una mozione da approvare alle Camere senza nemmeno chiarezza su che cosa si va a fare; irresponsabili dilettanti allo sbaraglio]…..nessuna operazione di disarmo degli Hezbollah deve mettere in crisi la sicurezza del nostro contingente che sarebbe tirato in un pantano, diventerebbe il nostro Vietnam”.
Ed è esattamente questo che accadrebbe se venisse approvata la risoluzione (di Ranieri e Pinotti) che, per il momento – se non viene emendata nel senso richiesto da De Gregorio e Dini – manderebbe le nostre truppe, senza chiarimenti molto precisi sulle regole di ingaggio, a disarmare gli Hebollah secondo il paragrafo 8 della risoluzione dell’ONU. Non nego a nessuno la scelta di continuare ad appoggiare il “suo” bel Governo di “sinistra”; sia però chiaro che se lo fa, vuol dire che è diventato un guerrafondaio, appoggia chi intende aggredire gli Hezbollah (perché volerli disarmare significa aggredirli), ed è d’accordo che lo si faccia nella più totale irresponsabilità e confusione, mantenendo un alto livello di ipocrisia, con grave pericolo per le truppe inviate in missione senza regole chiare. Il solito “misto frutta” della sinistra: vigliaccheria, irresponsabilità, menzogna e nascondimento delle reali intenzioni.
Leggiamo anche cosa dice il generale Cabigiosu, che è stato comandante della Kfor, la forza multinazionale inviata nel 1999 in Kosovo. “Per dislocare tremila elementi bisogna prima creare una rete logistica e di sicurezza. In 15 giorni saranno pronti soltanto 700 militari”. E quell’Aquila di D’Alema, “il migliore” (com’è noto, nella terra dei ciechi il monocolo è re), affermava pochi giorni fa che invieremo l’intero contingente (di cui ognuno dà le cifre che gli paiono; ieri sera al TG Prodi smentiva che tale cifra sia stata decisa, ma per giorni aveva proprio lui parlato di 3-4000 uomini) in due settimane. Continuiamo con il generale: “E’ la prima volta che si inserisce un contingente armato di queste proporzioni, composto da truppe occidentali, nel cuore del Medio Oriente…..Il pericolo maggiore viene dagli Hezbollah. La comunità internazionale deve decidere come incasellarli, se si vuole riportare alla normalità il Libano….gli Hezbollah possono essere disarmati solo se lo decidono volontariamente. In questo momento, non c’è nessuno in grado di attuare un disarmo forzato delle milizie sciite. Il Governo libanese non l’ha mai fatto e tantomeno ci proverà ora che gli Hezbollah sono diventati eroi agli occhi del mondo arabo. Israele non c’è riuscito in un mese di guerra, né può farlo il contingente internazionale… Quindi rimane un grosso dubbio su cosa andiamo a fare in Libano”.
Come vedete, meglio un generale che un intero Governo di imbecilli che non hanno alcuna conoscenza dei problemi logistici e militari e via dicendo, né conoscono cosa vuole veramente l’ONU (perché non lo sa bene nemmeno lui). Una missione allo sbando, decisa da chi vuol traccheggiare tra i due contendenti per non scontentare i malpancisti della “sinistra estrema” né i militari né gli americani e gli israeliani; e intanto scontenta tutti, e gli unici che potrà tenere buoni sono i primi, i malpancisti, perché quelli non li schiodi dal Parlamento se non a fucilate (Cac-ciari docet). E il “poppolo” di sinistra segue belando fiducioso nelle “meravigliose sorti e progressive” di questi cialtroni, imbonitori, mentecatti, guidati da un “amicuccio della Parrocchietta” (vi ricordate la gag radiofonica di Sordi?), untuoso e melenso, che dovrebbe essere rispedito alle sue sedute spiritiche per impedirgli di far altri danni.

La Germania ha annullato il viaggio del suo Ministro degli Esteri in Siria per le dichiarazioni di Assad, giudicate troppo favorevoli agli Hezbollah. Un paese che almeno sceglie chiaramente con chi stare; anche se ciò decreta la fine miseranda dell’Europa come ente politico autonomo con un minimo di dignità. Per il momento, siamo sempre più servi (e sciocchi e autolesionisti).

17 agosto