I MASNADIERI DI GOVERNO (di G. La Grassa)
Aggiungo a quanto scritto nel blog poche considerazioni
sulle notizie del giorno; ormai si accavallano l’una all’altra.
Intanto, un articolo di George Soros sul Corriere. Come tutti sanno,
questo personaggio nefasto è quello che i cretini di sinistra
hanno incensato come capitalista rinsavito e “democratico”
per aver scritto libri di critica di una parte del capitalismo americano,
con la quale aveva dei conti da regolare, come avviene da sempre tra
gli agenti dominanti. Ma ormai la sinistra attuale è diventata
una cloaca massima, senza più analisi di alcun genere (non oso
nemmeno nominare la teoria che ci univa un tempo, per non sporcare nomi
nobili con “questi qui”) né prese di posizione politiche
minimamente decenti e pensate. Oggi vanno di moda i “borghesi
buoni”, come direbbe uno dei “migliori” rappresentanti
di questa cloaca.
Poche righe dell’articolo di Soros: “In reazione agli attacchi
di Hezbollah, Israele aveva ragione da vendere a voler annientare le
milizie nemiche e a proteggersi contro la minaccia dei missili sui suoi
confini. Ma Gerusalemme doveva stare più attenta a limitare al
massimo i danni collaterali [corsivi miei; si noti che la dizione danni
collaterali non è nemmeno messa tra virgolette, come si dovrebbe,
magari mettendoci anche sic!, visto il linguaggio orwelliano usato per
indicare massacri indiscriminati di civili, donne e bambini, ecc.; questa
la sensibilità del “capitalista democratico”, del
“borghese buono”]. Comunque, sia chiaro, apprezzo che Soros
si schieri senza ipocrisie da una parte. Come avevo già rilevato,
ci si avvia sempre più alla situazione netta e definita, in cui
si romperanno false unanimità, tatticismi vergognosi, anche amicizie.
O si sta da una parte o dall’altra; è una questione sia
morale che politica.
Un altro genio è il commissario europeo Almunia: data la (presunta)
ripresina, è bene che l’Italia ne approfitti per pestare
giù forte con la finanziaria. Anche l’agenzia di rating
Fitch dichiara perfino deludente la manovra poiché è stata
ridotta della modica cifra di 5 miliardi (quando ci sono stati ben 19
miliardi in più di gettito fiscale tra primo semestre 2006 e
quello del 2005). Veramente tutti dei geni. Si prevede che nel 2007
gli Usa, come minimo, rallenteranno (alcuni sostengono che “stanno
sfiorando la recessione”); anche la Germania non farà da
traino; ergo, la nostra annunciata ripresina – sempre ammesso
che non ci siano i soliti imbrogli sui dati come quelli relativi all’inflazione
(2%), ai conti pubblici disastrati (affermazioni poi ringoiate) –
durerà ovviamente l’espace d’un matin. In questa
situazione, ormai largamente prevista – e con la Banca europea
che vorrebbe innalzare ancora il tasso di sconto per prevenire spinte
inflazionistiche (ma se è “ufficialmente” così
bassa, e ancora più bassa in Europa che in Italia!) – gli
imbecilloni consigliano di approfittare della supposta situazione “favorevole”,
dando in realtà una botta all’economia e causando, con
imposte e riduzione della spesa pubblica, l’annientamento di questa
presunta ripresina. Si può immaginare una masnada di imbroglioni,
giocatori “delle tre carte” allo sbando, peggiore sia della
“banda” europea che di questi 103 (numero record di tutta
la vita della Repubblica) tra Ministri e vice del nostro Governo?
E adesso, l’ultimo genio, l’emerito prof. Monti, advisor
della Goldman Sachs, la “benemerita” punta di lancia della
finanza americana, di cui fu vicepresidente Draghi, oggi “infilato”
in un ganglio importante come la Banca d’Italia. Monti, in una
intervista alla Stampa, loda appunto Draghi per aver eliminato i controlli
della suddetta Banca, affidandosi finalmente alle “virtù
del libero mercato”. Sta facendo cioè gli interessi della
finanza (Usa appunto) da cui proviene, esattamente come il suo lodatore,
l’emerito prof. Monti; il quale sgrida invece un po’ (ma
non troppo) Prodi perché dovrebbe procedere più speditamente
a pestare su di noi per sistemare i conti pubblici. E anche lui, come
Almunia, sostiene: “Coloro che dicono: i dati sono un po’
migliori del previsto, perciò possiamo diluire gli interventi
necessari, forse non hanno capito la natura del problema”. Insomma,
la solita questione della “riforma” delle pensioni, della
Sanità, ecc. Siamo sempre al gioco delle parti: l’Europa
(questa esiziale Unione sostanzialmente monetaria al servizio del predominio
statunitense) ci striglia e continua a rimproverare il nostro Governo
(qualsiasi sia) perché troppo timido e prudente. E all’Europa
si aggiungono le tirate d’orecchi dei filoamericani alla Monti
e alla Draghi, dei fautori del centrismo, del “partito democratico”,
e chi più ne ha più ne metta. Il nostro Governo segue
con finta “riluttanza”, non applicando al 100% (solo al
90!) le ricette proposte, e tutti i cretini (di destra o di sinistra
alternativamente) a sentirsi sgravati di un peso, a dire “meno
male”, ecc. E intanto andiamo sempre più a fondo e siamo
sempre più americodipendenti; e la ripresina occhieggerà
dal “buco del c…” di tutti questi manigoldi che ci
danno consigli e ci s-governano.
Per non dilungarmi troppo, invito solo a leggere il disgustoso editoriale
di Di Vico sul Corriere (giornale sempre più infame e meschino,
privo di ogni dignità di “organo d’informazione”).
Ricordo che il prodiano Di Vico (fustigatore dell’immoralità
di certi DS che osavano tentare di impadronirsi della BNL tramite l’Unipol)
è papabile per la direzione del giornale dopo la fusione tra
Intesa e S. Paolo, promossa dai prodiani Bazoli (che è potente
membro del patto di sindacato della RCS) e Salza. Ormai il formaggio
(Italia) è pieno di vermi. Ricordo solo, per gli smemorati, che
l’opa dell’Unipol sulla BNL e quella della Popolare di Lodi
(allora di Fiorani) sull’Antonveneta (operazioni appoggiate da
Fazio) furono contrastate giudiziariamente, con vicende ben note, e
appoggiate in nome della “libertà del mercato” (la
stessa che porta Monti a lodare Draghi), attaccando invece il gretto
Fazio che difendeva la meschina “italianità”. Oggi,
gli stessi di allora (fra cui stanno i membri del patto di sindacato
della RCS, a partire dall’ineffabile presidente confindustriale;
tutti rigorosamente per il centrosinistra, con luride operazioni di
acquisto dell’UDC; questa la concezione della politica di simili
“esseri di superiore moralità”), gridano alla italianità
sia per contrastare la fusione Autostrade-Abertis sia per inneggiare
alla creazione del colosso italiano Intesa-S. Paolo, che così
“si difenderà meglio da scalate straniere”. Si va
a corrente alternata; italianità e libertà di mercato
si scambiano i ruoli sempre per la maggior gloria di spregevoli riccastri
che trovano il loro vantaggio nel porsi alle dipendenze USA.
31 agosto