| RIPENSARE MARX ANTIEGEMONISMO E NUOVE PROSPETTIVE DI LOTTA CONTRO IL CAPITALISMO
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| LA POLITICA SERVILE (di G. La Grassa) Ancora una volta, pur ammettendo che avrei una serie
di riserve da fare, meglio Geronimo che non gli imbecilli e/o mascalzoni
del centrosinistra. Senza adesso esprimere le riserve, riporto pari
pari alcuni passi del suo articolo odierno (quelli su cui il mio accordo
è al 100%): “C’è un simpatico tris di ‘americani’
che spingono […..] ad accelerare questo parto distocico [il mitico
e irraggiungibile partito democratico; nota mia]. Amato, Rutelli e Veltroni.
Il primo ha un suo antico profilo politico, quello socialista, ma da
sempre è anche l’uomo politico italiano che ha più
legami con ambienti culturali e finanziari degli Stati Uniti. Ed oggi
nella sua azione prevalgono questi ultimi. Gli altri due sono i candidati
di Carlo De Benedetti. Entrambi hanno un passato politico sfumato o
variopinto e quindi sono i candidati ideali per chi vuole un partito
che rappresenti in prevalenza la grande finanza e alcune consorterie
internazionali incorniciate in una mitologia romantica e caramellosa
della politica […..] la politica è cosa diversa da quelle
élite economico-finanziarie che da quindici anni tentano di avere
nelle mani il governo del Paese. E’ lo stesso establishment di
cui parlava qualche giorno fa Ernesto Galli della Loggia, sostenendo
che senza di esso non è possibile governare. Giusto, ma è
un errore uguale e contrario immaginare che un grande Paese possa essere
governato solo da quell’establishment cancellando ogni identità
politica. Un tentativo, questo, che arriva da lontano. Da quando nel
1994 tutto l’establishment italiano (i giornali, i sindacati,
i magistrati, i grandi imprenditori e le istituzioni finanziarie) [ovviamente,
spero che Geronimo le abbia indicate in ordine crescente di importanza
per quanto riguarda il potere a loro disposizione; nota mia] sostenne
la famosa macchina da guerra [quella “gioiosa”] di Achille
Occhetto. Dopo dodici anni di profonde spaccature nel Paese, questi
tentativi dovrebbero essere definitivamente messi da parte. E invece
no, si continua ad insistere [……] Un’operazione, quella
del futuro partito democratico messa sulle spalle degli apparati dirigenti
dei Ds e della Margherita senza alcun collegamento con le forze reali
presenti nella società italiana. Il primo frutto avvelenato di
questa operazione è stato una Finanziaria mostruosa che mette
in ginocchio l’Italia tutta […..] Chi è dunque l’assassino
che ha scritto.….gli oltre 1300 commi della Finanziaria? Il ‘giardiniere’
Visco, dedito da sempre a coltivare i fiori più strani nel giardino
fiscale del Paese o il distinto banchiere posto alla guida dell’economia
che in un giallo di Hitchcock sarebbe un perfetto maggiordomo di Palazzo
Chigi e quindi il primo sospettato? Parla inglese, è impassibile
e riservato e nell’ombra può lui avere assassinato il paese.
Ma entrambi negano e allora chi può essere stato? Mistero. E
misteriosi sono i veri ispiratori del partito democratico, forze potenti
che non si lasciano mai vedere e mai votare e che stanno da tempo producendo
macerie e insopportabili disuguaglianze sociali a danno innanzitutto
di quel ceto medio che da sempre è l’architrave della nostra
democrazia”.
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