MASCHERAR LA NATURA E TRAVESTIRLA (con un’appendice
di G. La Grassa)
Mascherar la natura e travestirla.
Niente più re, papa, vescovo, ma
“augusto monarca”; niente più
Parigi, ma “capitale del regno”.
Vi sono dei luoghi dove bisogna chiamar
Parigi, Parigi, ed altri in cui conviene
chiamarla capitale del regno.
Blaise Pascal
La sinistra è questa cosa, travestita da agnello cela sotto la
maschera un lupo famelico. Si presenta ai dominati col volto emaciato
della fatica e dell’empatia di chi patisce lo stesso dolore del
popolo. Ecco invece come agisce, sempre in combutta con i peggiori dominanti,
i suoi metodi fanno tutt’uno con quelli di questi e per questi
lavora indefessamente, ne è parte integrante e servile.
Il “Telecomgate” ha portato allo scoperto solo alcune manovre
di questi sinistri, ci sono ancora molte pentole che ribollono e qualche
coperchio (non tutti) salterà ancora in aria. Una pletora di
holding, finanziarie e immobiliari dove i furbi di sinistra fanno affari:
consiglieri del principe, mogli, figli, amici, amici degli amici e “paggetti
nani”. Piccoli figli di puttana che crescono o si espandono.
Rovati, per esempio. Amico di Prodi, amico d’affari di Montezemolo
e socio della moglie di Prodi. E sì, anche la signora Prodi lavora,
non un lavoretto così tanto per arrotondare, ma una immobiliare,
la Aquitania srl. Rovati possiede azioni sparse qui e là (come
quelle in Nomisma) frutto di amicizie e frequentazioni importanti (Prodi
c’entra qualcosa oppure no?). Troppe casualità stimolano
le illazioni.
La cassaforte finanziaria di Rovati è una società di partecipazioni
sita in Bologna (e dove sennò!), la Vantu spa. La Vantu (gestita
da Rovati & Figlio) controlla tramite la finanziaria Fintrading
Spa, una società di partecipazioni, la Ieffe Holding Spa. I soci
di minoranza di quest’ultima sono Montezemolo (Fis.Vi) e un’altra
immobiliare, la Antelao Spa. Tra le tante società immobiliari
e finanziarie noi poveri mortali ci siamo già persi.
Antelao ha sede in via Castiglione n.21, Bologna. Alla stessa via c’è
anche la Aquitania srl, quella della signora Prodi e la Simbulea (altra
società immobiliare) socia al 50% della Aquitania. Anche questo
sarà un caso, tuttavia le coincidenze hanno un limite, difatti
tutte e tre le immobiliari hanno lo stesso amministratore. Sempre nella
stessa via, inoltre, c’è lo studio del commercialista di
fiducia di Prodi, Piero Gnudi, presidente dell’Enel. Non si è
ancora capito di chi è la Simbuleia, socio della signora Prodi.
Qui entra in scena la Euromobiliare che è fiduciaria a sua volta
dell’immobiliare di Rovati e Montezemolo ma detiene anche il 100%
dell’immobiliare socia della signora Flavia Franzoni in Prodi.
Insomma Rovati e Montezemolo seguono sempre gli stessi investimenti
che convergono poi nell’ “Italiana Tabacchi” (della
famiglia Maccaferri, che se non erro costruisce anche gabbioni ed è
proprietaria dell’Eridania) della quale Antelao e Montezemolo
detengono il 20% , la Simbuleia ne detiene, invece, il 2%. Tutti insieme
appassionatamente.
Da questa gente vi aspettate che faccia o dica qualcosa in favore del
“popolo”?
Finora abbiamo parlato di un “piccolo” consigliere del principe,
il quale dice di fare affari tenendo all’oscuro il suo mentore.
Questo signore aveva “artigianalmente” elaborato un piano
di ripianamento dei debiti di Telecom Italia. In realtà, si apprende
che il piano per Telecom non era affatto uno schizzo da pausa pranzo
ma aveva “connessioni neuronali” multiple. Già in
estate, il sottosegretario all’Economia, Massimo Tononi ne aveva
parlato con alcuni operatori finanziari. Tononi viene dalla Goldman
Sachs così come Angelo Costamagna, consulente d’affari
di Murdoch nell’affare Telecom. Anche Costamagna è amico
di Prodi del quale (attraverso la signora Costamagna) ne ha finanziato
la campagna elettorale. Ovvio che la regia di tutta l’operazione
è della Goldman Sachs, la quale ha anche piazzato il suo cane
da guardia al vertice di una delle più importanti istituzioni
italiane, la Banca D’Italia. Di fatti, Draghi ha già fatto
capire che non metterà naso in nessuna fusione bancaria (né
in nessun altra questione) in ossequio al principio, del quale lui è
strenuo fautore (soprattutto quando sono coinvolti gli interessi dei
suoi padroni), del “laisser faire laisser passer les américains”!
Naturalmente non tutta la sinistra vede con favore questa operazione
che sta rafforzando Prodi. Parte dei Ds (dalemiani in primis) e della
Margherita (la quale attraverso il suo giornale “Europa”
ha chiesto le dimissioni di Rovati) con toni non troppo esasperati (visto
che ci sono in gioco interessi dei padroni d’oltreatlantico),
cerca di scompaginare i disegni prodiani. Berlusconi, a sua volta, chiede
al Governo di riferire in Parlamento sulla vicenda, però senza
troppa enfasi perché nell’affare telefonia mobile potrebbe
entrarci lui dopo avervi rinunciato qualche anno fa. Anche i De Benedetti
(Junior e Senior) aspettano alla finestra, attraverso il fondo Carlyle
sarebbero pronti a “liquidare” colui che li defenestrò
dagli affari della telefonia fissa e mobile.
Magari se Berlusconi e De Benedetti trovassero un accordo riuscirebbero
a sopire i malumori dei tromboni della politica, si sa che la mano sinistra
lava la mano destra e Tronchetti finalmente sarebbe con le pezze al
culo e senza alcuna sponda politica dove aggrapparsi.
In realtà, comunque vadano le cose e per quanto possano litigare
le varie correnti interne ai vari partiti del centro-sinistra, le prove
tecniche di regime, con forme di controllo nuove della vita sociale,
sono all’ordine del giorno. Con questa destra incapace di fare
un’opposizione degna di tale nome e inadatta a capire quello che
sta realmente accadendo in Italia, non possiamo nutrire grandi speranze
di scampo. Occorre stare attenti poiché questo regime non si
servirà dei manganelli, né accumulerà scorte di
olio di ricino, ma proprio perché non abbiamo ancora le categorie
atte a comprenderne la vera natura rischiamo di ritrovarci con la merda
fino al collo.
Così ci stanno fottendo, mascherar la natura e travestirla, e
la “gggente” di sinistra che dà ancora credito a
questi banditi.
A conferma di quanto scritto riportiamo la lettera di Montezemolo al
"Giornale" sugli intrecci appena descritti, subito a seguire
una riflessione di Gianfranco La Grassa
Lettera di Montezemolo con ricostruzione schematizzata degli intrecci
finanziari in questione.
Gianfranco La Grassa:
E' una strana lettera questa, perché parla di "enfasi",
ma di fatto ammette che gli intrecci finanziari, riportati dal "Giornale",
sono veri. Certo Montezemolo vi partecipa per una parte soltanto. La
Fis.vi - quasi completamente sua - si intreccia con la Ieffe (una delle
socie di Nomisma, società di ricerche e consulenze di Prodi);
e la Ieffe ha un'ottima partecipazione nella immobiliare Antelao (di
cui è amministratore unico Nanni Costa, che lo è anche
dell'immobiliare Aquitania posseduta al 50% dalla "Signora"
Prodi); e l'Antelao possiede il 20% dell'Italiana tabacchi, di cui un
altro 20% è posseduto dalla Fis.vi di Montezemolo. Gira e rigira,
Il Presidente della Confindustria e quello del Consiglio sono intrecciati
insieme nell'intrico di società che si ricollegano pure alla
Vantu spa, al 100% posseduta dai fratelli Rovati, di cui uno è
il consigliere di Prodi da decenni (oggi anche a Palazzo Chigi); ed
è quello che, a "insaputa" del suo "Principe",
ha consegnato a Tronchetti - su carta intestata alla Presidenza del
Consiglio - un piano di ristrutturazione della Telecom, che proviene
dal ben noto duo Costamagna-Tononi; quest'ultimo è uno dei viceministri
di Padoa-Schioppa, quindi del Governo Prodi. Dobbiamo quindi arguirne
che anche un membro del Governo formula piani su questioni rilevanti
senza avvertire il suo Premier; insomma, tutt'intorno a quest'ultimo,
ognuno può fare quel che vuole senza avvertirlo e senza alcun
dovere di dimettersi una volta "scoperto". Brutta la scelta
di Prodi: deve ammettere di essere un bugiardo di tre cotte o un pirla.
Continuiamo: Costamagna e Tononi sono legatissimi alla finanziaria americana
Goldman Sachs, di cui - lo ricordo agli smemorati - fu stretto collaboratore
pure Prodi e anche, se non erro, la sua Nomisma. Ricordo, sempre per
gli smemorati, che la Goldman Sachs (nella persona di Draghi, allora
suo vicepresidente) assisteva gli interessi del Bilbao nel suo tentativo
di scalata alla BNL in opposizione all'Unipol di Consorte appoggiato
da Fazio, che fu liquidato dall'establishment (allora, "tutti insieme
appassionatamente" coloro che adesso si "fanno le scarpe"
l'un l'altro) per il suo "rozzo" atteggiamento italianista
e contro il "libero mercato"; italianismo oggi invocato sia
per bloccare Benetton verso la spagnola Abertis sia Tronchetti (costretto
alle dimissioni) per aver pensato di vendere Tim allo "straniero".
Ricordo ancora che sempre la Goldman Sachs, assieme ad altre società
americane (tipo la Standard & Poors), aveva emesso rating favorevole
alla Parmalat 3-4 mesi prima del crac di quest'ultima.
C'è ancora qualcuno che ha voglia di tirare fuori il "conflitto
di interessi"? Se lo fa, vada pure a "fare un giro" assieme
a tutti i fan del peggior Governo "d'affari" (e di regime
politico-finanziario) che abbia avuto l'Italia (ha superato quello di
D'Alema, che diventa ora solo secondo in classifica).
Tornando alla lettera di Montezemolo, è veramente strana, perché
accusa il Giornale di "enfasi", ma poi fa capire che è
tutto vero. Dato che si dice esserci stato un colloquio un po' teso
tra lui e Prodi (entrambi in viaggio in Cina), non vorrei che questa
lettera fosse un "pizzino" (detto "affettuosamente")
inviato a suocera perché....ecc. Cioè un avvertimento
che non si cerchi di trattare tutti gli "industriali" - indebitati
con il sistema bancario, di cui ormai un grosso pezzo è rappresentato
dalla SanIntesa, di cui Prodi è il maggiordomo - come Tronchetti;
perché altrimenti si arriva ai ferri corti. Molti anni fa, in
una vicenda non ancora ben chiarita, ma in cui ci furono anche allora
varie mene finanziarie e scandali, Gardini fu costretto al "suicidio"
(oggi messo in dubbio dalla stessa magistratura); cambiato lo scenario
ma non i metodi (e nemmeno tutti i protagonisti), Tronchetti è
stato costretto alle dimissioni. Qualcuno, del "fu salotto buono",
comincia a preoccuparsi; e ne ha ben donde! I "potenti" hanno
indicato, con il loro pennivendolo di riferimento, di votare per il
centrosinistra; a momenti perdevano e, appena finito di incrociate le
dita per lo scampato pericolo, si trovano in un groviglio di vipere
ancora peggiore. Ahi, "fato cinico e baro"!
glg