PACE A MANO ARMATA (di G. La Grassa)
“La guerra del Libano è stata anche, a
Washington certo non lo si dimentica, una guerra per interposta persona
[corsivo mio] fra l’America e l’Iran, parte integrante di
un conflitto più ampio [corsivo mio] al cui centro sta il riarmo
nucleare di Teheran”.
Questo è quanto scrive Pasolini Zanella sul reazionario Il Giornale
del 14 agosto. Si legga questa intervista di Grassi, "comunista"
dell'area dell'Ernesto. Ovviamente, per ragioni meramente tatticistiche,
si può incoraggiare il Grassi ad essere almeno coerente, in Senato,
con la posizione espressa nell'intervista. Però sia chiaro che
corrono anni luce tra la lucidità del reazionario appena sopra
citato e il "voler la botte piena e la moglie ubriaca" del
"comunista". E' ora di smetterla di fare i politicanti e di
arzigogolare. E' necessario dire che cosa va a fare l'esercito ONU (con
dentro gli italiani) in Libano; è ora di sapere che la missione
"è importante" per Israele (gendarme degli USA), che
vuole una vera forza di interposizione che garantisca il completamento
dell'operazione a tale paese non riuscita, cioè il disarmo degli
Hezbollah. E tutto questo rientra in "un gioco più ampio",
anche più ampio di quello di cui scrive Pasolini Zanella, un
gioco geopolitico mondiale assai complesso (in cui è cruciale
ciò che accade in Afghanistan e perciò Pakistan, ecc.).
"Comunisti" come Grassi non servono più ad alcuna seria
analisi (marxista) della situazione, contribuiscono solo al rimbecillimento
del "popolo di sinistra" italiano, che vuole la pace quando
la "guerra" per "un gioco più ampio" è
appena cominciata. Così si contribuisce all'inganno, all'ipocrisia,
all'incapacità di guardare ai fatti reali. E ciò avrà
effetti pesantissimi, perché poi il popolo non capirà
- quando gli Hebollah non si faranno disarmare e dovranno difendersi
da simili tentativi - per quale motivo l'esercito ONU (e gli italiani)
non avrebbero il diritto di sparare loro addosso. E' irritante che ci
si finga comunisti e marxisti e si dicano puttanate al solo fine di
conservare il posto in Parlamento tentando di salvarsi la coscienza!
E' veramente diseducativo e contrario alla lucidità dei comunisti
di un tempo (quelli veri).
Lenin insisteva sulla necessità di non mai autoingannarsi né
ingannare le popolazioni, di compiere al contrario una sistematica e
larga educazione circa il significato reale dei processi in svolgimento
quando i dominanti cominciano a legnarsi fra loro. Per un non idiota,
il "terrorismo", così come le "guerre locali",
fanno parte del complesso gioco tra Usa (con Israele), Russia, Cina
e altri paesi minori (le potenze dette ragionali). Il terrorismo non
è quindi Al Qaeda, ma è un polipo dai molti tentacoli
(e diramazioni), che si muove nella "profondità dei mari",
dove la visibilità è praticamente zero e tutto semmai
assume sembianze deformate e "mostruose". E i vari Governi,
sotto la coltre della lotta al terrorismo, o di garantire la pace tra
due contendenti (che in realtà sono solo l'avamposto di ben altri
ancor più potenti), stanno instillando il veleno del bellicismo,
della necessità di difendersi dal "nemico", per cui
bisogna potenziare la nostra difesa, quindi gli eserciti, che poi serviranno
a ben altri scopi assai più importanti di quelli, così
tanto buoni e pacifici, propostici oggi. Chi contribuisce a pensare
che ci possono essere "missioni di pace" è un imbonitore
che inganna le masse e le prepara a diventare infine un insieme di pecoroni
che, gridando pace oggi, seguiranno domani i loro dominanti nelle reciproche
aggressioni. E' sempre finita così quando i dominanti dei vari
paesi iniziano a "giocare duro". Ma se ne riparlerà.
Intanto, ricordo che il Governo, per mantenere il programma con cui
ha prevalso leggermente alle elezioni, ha decretato di ritirarsi dall'Irak,
ma ancora non mi sembra che si sia fatto molto; e si avvicina ottobre
che, anche per il precedente Governo, era la data fissata per il ritiro.
In Afghanistan si vogliono solo mantenere gli impegni con gli "alleati";
in realtà, li si sta incrementando dato che, di nascosto, i nostri
soldati laggiù sono aumentati di 600 unità più
qualche decina di appartenenti a corpi speciali di paracadutisti e della
Marina. E nel sud del paese, se sarà necessario, ci si dovrà
andare su ordine del comando ISAF, che nessuno ha posto in discussione.
Anche qui si nasconde la verità e i "malpancisti" di
luglio stanno tacendo su tutta la linea. Adesso si inviano 3000 e passa
soldati in Libano con la scusa della missione di pace ONU (che, lo ripeto,
deve disarmare gli Hezbollah, poiché questo è il suo obiettivo
conclamato a tutte lettere). Una truffa dietro l'altra che inocula i
fermenti del bellicismo e rafforza di fatto i nostri apparati militari,
che potranno infine assolvere altri compiti (magari anche interni)
Si legga l'intervista allegata proprio come ciò che, non dico
un comunista ma qualsiasi individuo ragionante, non dovrebbe fare; perché
altrimenti si "taglia i coglioni" da solo.
Continuino così i "comunisti" e finiranno dove ormai
è ora che vadano a finire.
*NDR(L'intervista integrale a Grassi è tra gli album multimediali
del blog)