SOCING" ALL'ITALIANA (di G. La Grassa)
Andiamo per un momento con la memoria al 1999. L’abietto
“baffetto”, giocando al Premier, andò in guerra con
il “democratico” Clinton contro la Jugoslavia. Da ipocrita
qual è sempre stato – fin da giovanissimo, quando l’ho
visto in azione a Pisa contro il Movimento studentesco, malgrado oggi
cianci di bottiglie Molotov lanciate in gioventù; ma quando mai
è stato giovane? A 23 anni o giù di lì era già
segretario della Federazione PCI di Pisa, sapendo bene fin da allora
come muoversi nelle “manovre di corridoio” dei congressi
di partito – parlò di “difesa integrata” intendendo
riferirsi a bombardamenti dei radar avversari – i radar, come
ben si sa, servivano ad individuare gli aerei nemici che distruggevano
il paese – per proteggere gli aerei “alleati” dalla
contraerea jugoslava (anche questa un’arma solo difensiva contro
cui si utilizzava la pretesa “difesa integrata”).
Già alla fine del conflitto però, per chi non si turava
le orecchie – sulla falsariga di quel popolo tedesco che sosteneva
di non aver mai saputo nulla dei campi di sterminio nazisti –
il comandante dell’aviazione italiana sostenne apertamente che,
“checché ne dicesse il Governo”, i nostri aerei avevano
compiuto un numero di missioni di guerra, e senza limitazione di obiettivi,
secondo solo agli USA; quindi più ancora degli inglesi, considerati
come una sorta di appendice dell’imperialismo americano. Oggi,
sempre per chi non fa come le famose tre scimmiette, ci sono ormai innumerevoli
notizie che ci rendono edotti del fatto che gli “italiani brava
gente” hanno agito come in Libia, Etiopia, Grecia, Jugoslavia
(nella seconda guerra mondiale), ecc.: hanno cioè partecipato
in pieno a bombardamenti su obiettivi militari jugoslavi con vasti “danni
collaterali” (molte vittime civili, distruzioni enormi che hanno
devastato il paese). Solo che la sinistra si è comportata come
i maiali nella Fattoria degli animali di Orwell, adottando anche un
linguaggio del tipo di quello di 1984 dello stesso autore.
Perché ho ricordato questo precedente? Perché la “commedia”
si sta ripetendo con l’Afghanistan. Il Ministro degli esteri di
questo paese ha rivelato, credendo di farci un favore e di dimostrare
la sua riconoscenza, che gli italiani potranno essere impiegati –
e sono pronti ad esserlo – nel sud del paese, dove incorreranno
in gravi rischi e dovranno sparare e ammazzare se non vorranno essere
ammazzati loro come vitelli al macello. Costernati, i disgustosi governanti
attuali sono corsi ai ripari negando tutto, smentendo vivamente tali
“improvvide” (perché sincere) dichiarazioni.
Ora, basta avere minime idee sulle regole di ingaggio della forza Isaf
dislocata in quel paese. Quando la situazione non è grave al
massimo grado, il comando di tale forza può chiedere l’impiego
(in ogni dove) delle truppe italiane, e noi abbiamo 72 ore per rispondere
(e già voglio vedere questi omuncoli “sinistri” rispondere
no). Quando però le operazioni diventano extreme, il comando
ordina e tutte le truppe sono obbligate ad eseguire immediatamente.
Se non si vogliono rispettare queste regole, è allora inutile
finanziare la nostra missione in Afghanistan, come hanno fatto tutti
i parlamentari di sinistra, ivi compresi quelli che hanno pregato il
Governo di porre la fiducia per scaricarsi la coscienza (che, invece,
tutte le persone di normale coscienza e moralità considereranno
perpetuamente sporca, eccome!).
Questo Governo è la pura maschera di un reazionarismo al 100%:
sia in politica estera che in quella interna e soprattutto economica.
Certo, come tutti gli imbroglioni, deve effettuare contorcimenti infiniti
per non buttare tale maschera; e questi contorcimenti, richiedendo tempo,
provocano a volte l’impazienza dei loro mandatari e padroni. Basti
veder il balletto sul cuneo fiscale. I vertici confindustriali fremono
e, dopo la rivolta dei piccolo-medi a Vicenza, si sono convinti a chiedere
che non si usino criteri di selettività per assegnare i vantaggi
di tale cuneo, altrimenti la loro presa sulla “base” va
a farsi benedire del tutto. Non solo: vogliono una divisione dei vantaggi
al 60% per l’imprenditoria e al 40% per i lavoratori. I sindacati
e la sinistra “estrema” ribattono che si può “accettare
al massimo il fifty-fifty” (ormai anche i lavoratori debbono abituarsi
all’inglese). Però, forse, chissà, magari, si potrebbe
anche accettare il 60 e 40, ma allora con sgravi fiscali per i salariati,
con un diverso calcolo delle imposte in relazione al reddito per la
parte che è cresciuta soltanto a causa dell’inflazione
(enormemente sottovalutata dai truffaldini istituti di rilevazioni statistiche).
Il tutto sempre in nome del rilancio dell’economia in base al
presunto postulato che ciò avviene se aumenta la domanda. Gli
imprenditori partono da quella di beni strumentali (investimenti); i
sindacati e certa sinistra da quella dei consumatori. Entrambi meschinelli;
una ripresa è fatta veramente di competitività, ma non
in base al solo calcolo dei costi (magari quello solito, e meno importante
di tutti: quello del lavoro); è necessaria una diversa strategia,
è necessario potenziare la ricerca (mentre si tagliano i fondi
all’Università diretti a tale scopo) e, soprattutto, impostare
una diversa politica economica generale, fondata su settori di punta,
ed una diversa politica anche “di potenza” (alla faccia
dei pacifisti generici e “senza ma e senza se”, pura fatuità
della politica nostrana).
Solo che i destri sono inetti e basta; i sinistri – e quanto più
a sinistra si va, tanto peggio è – sono inetti e ipocriti,
mascherano il loro vuoto e l’arrogante insipienza dietro una brodaglia
di buonismo senza programmi, senza ordine, senza una idea di controllo
e indirizzo (si potrebbe anche parlare delle ultime decisioni sugli
immigrati; ma lasciamo perdere, non si possono seguire i sinistri in
tutti i loro mezzucci e le loro manovrette per farsi un modesto patrimonio
di voti sicuri). A questo punto, sarebbe meglio cascasse ogni maschera:
meglio un Governo filoatlantico, filoamericano, filosionista. Almeno
a viso aperto, con biechi e ottusi reazionari di fronte; ma i vermi
no, per favore, liberateci dai vermi!
Sarebbe ottima cosa se un simile Governo cascasse e non producesse altra
melma e putredine. Il fatto è che ha la fortuna di avere di fronte
degli autentici scervellati, nonché dei tipetti pronti a vendersi.
Per cui non cascherà; e sotto la sua copertura, sotto la sua
maschera, si stanno mettendo in moto processi che porteranno a svolte
reazionarie ben più gravi, e poi durature. E, se questo avverrà,
sarà anche per colpa di falsi “comunisti” privi di
ideali e di onore, o forse pur essi ormai profondamente corrotti, che
non sanno vedere cosa sta accadendo sotto le coltri di questo Governo
di opportunisti dediti al raggiro e servi delle parti peggiori del capitalismo
nostrano, in combutta (ma avvolgendosi, e avvolgendoci, nella nebbia)
con quello dominante USA.
9 agosto